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Dimercaprolo
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top
Il mwcgdimercaprolo (o mwcwditioglicerina) è un agente chelante dei mwdametalli,cite-ref-anisuzzaman1967-2-0[2] originariamente sintetizzato come mweqantidoto della mweglewisite, un veleno chimico a uso bellico, ormai obsoleto, contenente arsenico.cite-ref-pmid20273638-3-0[3] È un mwfwalcol e un mwgaditiolo, ed è un composto mwgqirritante che si presenta come un liquido giallastro dall'odore caratteristico. Il composto è stato sintetizzato dai chimici che lavoravano presso la mwggOxford University nel corso della mwgwseconda guerra mondiale.cite-ref-pmid21006485-4-0[4]cite-ref-pmid21004953-5-0[5]cite-ref-pmid12605205-6-0[6] Al giorno d'oggi la molecola è utilizzata in ambito medico per il trattamento dell'avvelenamento da arsenico, mercurio, oro, piombo, antimonio, e di altri metalli tossici.cite-ref-pmid4559017-7-0[7] In passato è stato utilizzato per il trattamento della mwlamalattia di Wilson, una malattia genetica caratterizzata dalla tendenza dell'organismo a trattenere mwlqrame.cite-ref-pmid14882450-8-0[8]cite-ref-pmid14830662-9-0[9]cite-ref-pmid8759497-10-0[10]
Contents
• Note
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Farmacodinamica
L'arsenico e altri metalli sono in grado di reagire con i residui tiolo di diversi enzimi metabolici, creando un complesso chelante che porta all'inibizione dell'enzima.cite-ref-pmid2692088-11-0[11] I gruppi sulfidrilici del dimercaprolo formano complessi solubili con i metalli (in particolare con mwqqarsenico, mwqgmercurio, mwqworo) i quali non sono più in grado di legarsi ai mwraligandi dell'organismo, quali ad esempio gli mwrqenzimi che presentano anch'essi gruppi sulfidrilici (il mwrggruppo funzionale proprio dei tioli o mwrwmercaptani). Il complesso metallo-chelante è formato da due molecole di dimercaprolo e da un atomo di metallo (2:1). Perché la terapia con dimercaprolo abbia successo si devono mantenere costanti i livelli plasmatici dell'agente chelante in modo che si possa formare continuamente il complesso che deve poter essere eliminato rapidamente. La somministrazione del farmaco dovrebbe avvenire quanto prima possibile, poiché il composto è molto più efficace nel prevenire l'inattivazione dei gruppi SH che nel riattivarli. Non è dimostrata l'attività del dimercaprolo nell'avvelenamento da mwsaantimonio, mwsqbismuto e mwsgtallio.
Farmacocinetica
Il dimercaprolo non può essere somministrato mwugper via orale. A seguito di iniezione intramuscolare si raggiungono mwuwconcentrazioni plasmatiche massime (Cmwvamax) entro 30-60 minuti. Il composto viene assorbito anche dopo applicazione topica. Nell'organismo la molecola si distribuisce in tutti i mwvqtessuti biologici, in particolare negli spazi intracellulari, con concentrazioni più elevate nel mwvgfegato e nei mwvwreni. L'mwwaemivita plasmatica è breve, si ritiene inferiore alle 2 ore. La quota di dimercaprolo che non è eliminata in forma di complesso, viene mwwqmetabolizzata rapidamente a composti inattivi che sono escreti attraverso l'mwwgemuntorio renale e le mwwwfeci. Una parte del composto viene escreto in forma di glucuronide. Nell'organismo umano il farmaco è eliminato completamente entro 4 ore dalla somministrazione. Il complesso dimercaprolo-metallo si dissocia facilmente in ambiente acido liberando i due componenti che risultano entrambi nefrotossici. Al fine di prevenire la dissociazione e proteggere i reni dalla possibile tossicità alcuni Autori propongono di alcalinizzare le mwxaurine durante la terapia con dimercaprolo.
Tossicologia
Studi sperimentali sugli animali (mwxwratto) hanno messo in evidenza una mwyaDL50 pari a 86,7mwyq mg/kg di peso corporeo, quando somministrato per via mwygendovenosa, e di 105mwyw mg/kg, quando somministrato per via mwzaintramuscolare.
Usi clinici
Effetti collaterali e indesiderati
Gli effetti collaterali che si registrano più comunemente sono l'mwdqipertensione arteriosa e la mwdgtachicardia. In diversi pazienti è possibile osservare disturbi gastrointestinali (mwdwnausea, mweavomito, mweqdolore addominale) sensazione di bruciore localizzata a livello di mweglabbra, mwewbocca, gola, irritazione e bruciore agli mwfaocchi, lacrimazione, mwfqcongiuntivite, mwfgscialorrea, mwfwparestesie (formicolio) alle estremità, senso di oppressione toracica, dolori e spasmi muscolari, mwgarinorrea, mwgqsudorazione profusa, mwggagitazione. Si può verificare inoltre dolore in sede di iniezione e comparsa di mwgwascessi sterili. Nei bambini possono comparire mwhafebbre (che può essere persistente durante tutta la durata della terapia) e transitoria mwhqgranulocitopenia. Il dimercaprolo provoca mwhganemia emolitica nei soggetti portatori di deficit di mwhwglucosio 6-fosfato deidrogenasi.cite-ref-pmid417891-15-0[15]
Gli effetti collaterali sono dose-dipendenti e nella maggior parte dei casi temporanei e reversibili. Dosi elevate possono condurre a mwjqcoma e morte.cite-ref-pmid1273847-16-0[16] La somministrazione orale di 30–60mwkg mg di mwkwefedrina solfato un'ora prima di ciascuna iniezione di dimercaprolo sembra alleviare gli effetti collaterali. Gli mwlaantistaminici possono essere efficaci nel trattamento di alcuni effetti indesiderati.
Controindicazioni
Il dimercaprolo sembra controindicato nei soggetti affetti da intossicazione da mwlwmetilmercurio. Non deve essere impiegato come antidoto negli avvelenamenti da mwmacadmio, mwmqferro o mwmgselenio (senza fonte): con questi metalli forma infatti dei complessi che si sono dimostrati altamente nefrotossici. Deve essere usato con cautela nei pazienti affetti da ipertensione arteriosa o da alterazioni della funzione renale (mwmwinsufficienza renale).
Dosi terapeutiche
Il dimercaprolo si somministra per iniezione intramuscolare profonda. Nelle forme lievi di mwngavvelenamento da arsenico e da oro, si somministrano per intramuscolo 2,5mwnw mg/kg di peso corporeo ogni sei ore per due giorni, ogni 12 ore il terzo giorno e ogni 24 ore per i dieci giorni successivi.
Nelle forme più gravi di avvelenamento da arsenico e da oro, si somministrano 3mwoq mg/kg ogni quattro ore per due giorni, ogni sei ore il terzo giorno e ogni dodici ore nei dieci giorni successivi.
Nelle intossicazioni acute da mercurio una dose iniziale di 5mwow mg/kg è seguita dalla somministrazione di 2,5mwpa mg/kg, una o due volte al giorno, per dieci giorni consecutivi. Nell'mwpqencefalopatia acuta da piombo, si somministrano 4mwpg mg/kg ogni 4 ore per due giorni e, successivamente, ogni 6-12 per 2-7 giorni. In concomitanza si somministra, sempre per via intramuscolare e ricorrendo a siti d'iniezione differenti, edetato di calcio e sodio.
Note
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Collegamenti esterni
• citerefsapere-it2,3-dimercapto-1-propanòlo, su sapere.it, De Agostini.
• citerefbritannica-com(EN) dimercaprol, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.